1. Parlaci un po’ di te: come e quando è iniziato il tuo legame con la musica?

Il tutto e’ iniziato tra il 96/97, avevo 9 anni, ero appassionato di fumetti e disegno e vidi per la prima volta dei graffiti su di un muro, nella mia Citta’ (Porto Torres) al periodo era molto raro vedere queste cose, contemporaneamente mi ricordo che un amico mi fece ascoltare gli Articolo 31, anzi mi canto’ il ritornello del “Funky Tarro”. Il destino volle che mio padrino avesse il cd che mi passai subito in cassettina, e per mesi non feci altro che ascoltarmi il disco di “Cosi’ com’e'” e subito dopo quello di “Sottoeffettostono” dei Sottotono. Quelli furono i primi passi.

2. Cosa vuoi trasmettere con le tue canzoni? 

Vorrei solamente che chi ascolta un mio pezzo ci si rispecchi, che in quei minuti non pensi ai problemi della vita ne ad altre cose negative. Voglio trasmettere emozioni positive.

3. Perché il nome Pauz? 

Non ha un senso,  mi piacevano le lettere con cui mi dilettavo sui muri.

 Tra il 2004 e il 2009 colorai e autografai forse troppi muri della mia Citta’, ai tempi firmavo “Paus”, col tempo misi da parte l’arte, e mi dedicai totalmente alla scrittura, ma quel nome faceva parte di me, allora verso il 2010 capovolsi la Esse, poiche’ i live stavano iniziando ad essere sempre di piu’ e quindi anche la notorieta’ da queste parti. Era meglio non creare ulteriori casini . Quindi capovolsi la Esse ma il nome rimase quello.

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4. Parlaci del tuo ultimo singolo

Si chiama Fotografie, un pezzo che parla di un amore finito tra due persone che pero’ non smettono di pensarsi.

5. Trovi difficile emergere come artista nel nostro Paese? 

Al giorno d’oggi e’ quasi un’utopia pensare di venire fuori e fare successo, io nel mio piccolo ho avuto tante soddisfazioni, certe totalmente inaspettate, e altre che non avrei mai pensato di vivere, come ad esempio insegnare nella stessa scuola elementare dove a 9 anni iniziai ad ascoltare rap.

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6. Cos’ha d’innovativo la tua musica?

Il fatto che non ho mai scopiazzato nessuno dei rapper che ci sono in giro. Ho la fortuna di aver sempre avuto una mentalita’ aperta che mi ha portato ad ascoltare sia rap che pop, non ho fatto altro che miscelare tutto e da li viene fuori la mia musica.

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7. Ormai sono diversi anni che sei in questo mondo, è cambiato nel tempo il tuo rapporto con la musica? 

Inizialmente per me era piu’ che altro un modo per fare gruppo, per esercitarmi con gli amici e per divertimento.
Con il tempo ho abbandonato un po tutto e tutti, affrontando questa cosa con serieta’, come se la musica fosse la mia seconda vita, come se scrivere fosse di vitale importanza.

8. Nella tua musica hai dei punti di riferimento? Ti ispiri a qualche artista? Cosa ti piace della musica italiana e straniera? 

Mi ispiro piu’ che altro ai film, a cio’ che vivo o una cosa che mi ha colpito, ascolto troppe cose diverse per ispirarmi,anche perche’ l’ultima cosa che voglio e’ scopiazzare qualcuno, voglio distinguermi.

Di Italiano ultimamente sto seguendo Tedua, innovativo e un mostro sul palco, mentre di straniero sono devoto ai Queen, il mio gruppo preferito, da li il mio amore per i beat con il pianoforte.

 

9. Hai in mente altri progetti? E più in generale quali sono le tue ambizioni? 

Quest’anno ho un unico obiettivo, quello di cantare in un teatro con strumenti veri ed un corpo di ballo che interpretera’ i miei pezzi con delle coreografie, oltre all’uscita dell’album a cui sto lavorando da anni ormai.

10. Riesci a definire in poche parole la tua musica? 

Amore per la vita.

11. Dove desideri arrivare? 

Dove sono adesso, non mi sono mai messo degli obiettivi, quando l’ho fatto sono rimasto deluso, ho notato che se ci metti il cuore viene tutto naturalmente.

12. Di cosa parli nelle tue canzoni?

Della mia vita, delle mie gioie e delle mie sconfitte