1. Parlaci un po’ di te: come e quando è iniziato il tuo legame con la musica? 

È iniziata quando ero bambino, ho sempre amato molti generi come il metal e il rock ma sono cresciuto ascoltando Rap

2. Cosa vuoi trasmettere con le tue canzoni? 

Vorrei trasmettere tutte le emozioni che provo io nello scriverle, mi piacerebbe trasmettere qualcosa non solo ai miei coetanei ma anche a persone più grandi o più piccole perchè no. 

 
3. Perché il nome Disagio? 

 

Al inizio era perchè semplicemente davo il meglio di me stesso quando mi sentivo proprio a disagio, col tempo mi sono reso conto che tutto questo è quello in cui credo e il fatto di stare bene o male influenza poco la mia voglia di fare musica.
Il nome comunque mi piace ancora e non lo cambierei anche se qualche volta ci ho pensato (ahaha) se proprio volete fare gli alternativi potete chiamarmi anche Disi
 
 
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4.  Che artisti vorresti produrre?
 
 Mi piacerebbe molto collaborare con la Machete, mi ritrovo molto nella musica che fanno e come se non bastasse sono per una parte sardo.
 
5. Trovi difficile emergere come artista nel nostro Paese? 
 
 Penso che la prima cosa che conta è quello che pensa l’artista della propria musica, se ad un artista non piace la musica che fa non dovrebbe farla.
Così vale per gli ascoltatori, se non ti piace un genere non sei obbligato a ascoltarlo.
Credo che in Italia la cosa più diffusa è diventata il “Giudicare il prossimo”e quindi calcolando che non siamo pochi in questo paese se sei un artista che prova a portare qualcosa di nuovo hai tutti quanti col dito puntato contro.
Riuscirai a piacere? Chi lo può sapere.
 
 6. Cos’ha d’innovativo la tua musica? 
 
Quando scrivo una canzone provo a immedesimarmi nel racconto, nella situazione o nel ambiente che sto cercando di creare.
È come se fosse un mondo a parte che sto creando solo io.
Non faccio differenze tra la vecchia e la nuova scuola.
Mi trovo bene con entrambe da una base oldschool ad una base trap di qualche produttore americano o alieno che posta basi in freedownload su youtube.
Io penso prima a me stesso.
Non mi accontento di sentire che la traccia suona bene, io voglio che ti trasmetta qualcosa.
 
7. Ormai sono diversi anni che sei in questo mondo, è cambiato nel tempo il tuo rapporto con la musica? 
 
 Magari non è mai stato sempre lo stesso perche tra alti e bassi a volte mi sono pure allontanato, ma quello che provo quando sono su un palco o quando provo una mia canzone da solo per la via di qualche strada buia solo con le mie cuffiette e il volume al massimo è indescrivibile.
Magari mi sono “aggiornato” per quanto riguarda la produzione musicale, vorrei a imparare ancora tanto e i progressi non arrivano da soli.
 
 
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8. Nella tua musica hai dei punti di riferimento? Ti ispiri a qualche artista? Cosa ti piace della musica italiana e straniera? 
 
 Ascolto tanta musica al giorno e chi mi conosce lo può confermare, passo la maggior parte del tempo a cantare.
Mi ispirano molto gli artisti che non si preoccupano di dire la loro opinione.
Penso che la scena italiana debba avere più riscontri dai paesi esteri.
Nulla da togliere agli artisti di altri paesi, personalmente ascolto molte canzoni che non sono italiane.
 
 
9. Hai in mente altri progetti? E più in generale quali sono le tue ambizioni? 
 
Oltre a disco che vorrei fare uscire a breve che si chiama 20060 sto lavorando ad un mixtape e probabilmente a un altro disco con la collaborazione di un caro amico : Leeroy Vice.
Ringrazio anche Drolue e Mala per aver partecipato a 20060.
La mia più grande ambizione è di diventare un artista completo, penso che non mi dispiacerebbe fondare un etichetta.
 
 
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10. Riesci a definire in poche parole la tua musica? 
 
Quello che penso.
Quello che voglio.
Quello che non ho.
Quello che ho perso.
E la cosa più importante, me stesso.
 
11. Dove desideri arrivare? 
 
 Desidero arrivare al punto in cui realizzerò di essere riuscito a far mangiare polvere a chi non ha creduto in me.
Desidero farlo perchè l’ho promesso a tutte le persone a cui tengo, come i miei parenti e i miei amici.
Desidero arrivare ad essere indipendente e riuscire a fare tutto ciò che possa aiutarmi a migliorare la mia musica.
 
12. Che genere preferisci produrre?
 
Di questi tempi sto producendo esclusivamente trap, apparte le basi che ho prodotto per il contest.
Mi piace produrre la trap perchè sono più libero nel “plasmare” il beat come voglio io.
 
13. Consigli per i BeatMakers?
 
Consiglio a tutti i beatmaker di ascoltare ogni genere musicale e di trarre spunti ovunque.
Date libero sfogo alla fantasia e non lasciatevi fermare dal primo ostacolo   che trovate.
 
 
 


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